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Costruire opportunità: la forza della collaborazione tra impresa e cooperazione sociale
Negli ultimi anni, è in aumento il numero di aziende che avviano processi di inserimento lavorativo di persone con disabilità. I dati, riferiti al biennio 2022-2023, mostrano un aumento del 7% circa e un aumento della presenza femminile. Questo dimostra che sono sempre di più le imprese che lavorano per sviluppare una sensibilità concreta verso l’inclusione, riconoscendo che lavorare in rete non è solo un gesto di responsabilità sociale, ma un modo per generare valore umano e organizzativo. Gli slogan non bastano, servono azioni concrete.
Quando inizia il dialogo e una progettazione condivisa tra diversi attori – famiglie, servizi, cooperative sociali, aziende – si analizzano bisogni, possibilità, alternative, e diventa possibile costruire percorsi che accompagnano i giovani verso una maggiore autonomia, creando al tempo stesso contesti lavorativi più attenti, coesi e consapevoli.
La storia di Carlo, un giovane di 21 anni che ha frequentato per alcuni anni lo SFA di Calolziocorte, dimostra come il lavoro di rete sia davvero efficace. Grazie a un percorso graduale e al supporto di diverse persone, Carlo ha potuto avvicinarsi al mondo del lavoro con risultati molto positivi.
L’azienda che lo ha assunto, La Piadineria, Mestieri Lombardia, l’agenzia non profit per il lavoro che offre servizi di orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo e la nostra cooperativa, in particolare lo SFA di Calolziocorte, hanno lavorato insieme per diversi mesi, prima di arrivare al percorso di tirocinio e, successivamente, di contratto di apprendistato di Carlo. Abbiamo chiesto a Valentina Sorice, HR Recruiter con certificazione di Disability Manager de La Piadineria come è nato e come si è sviluppato questo progetto di inserimento lavorativo.
- Valentina, come è nato il contatto con la famiglia e con la cooperativa/servizi che seguono il ragazzo?
Il primo contatto con la cooperativa La Vecchia Quercia è nato grazie all’attività di scouting che ho portato avanti da dicembre 2024, quando ho iniziato a cercare realtà con cui collaborare per favorire inserimenti inclusivi. Da subito è emerso un interesse reciproco: l’azienda aveva l’esigenza di ampliare il proprio network per la ricerca di personale appartenente alle categorie protette e la cooperativa si è mostrata disponibile a supportare un percorso di inserimento in un ristorante La Piadineria, in stretta collaborazione e supporto con l’equipe del Servizio educativo al lavoro di Mestieri Lombardia (SEL).
Il primo incontro ha permesso di conoscersi meglio e ha consentito all’azienda La Piadineria di raccontare il proprio approccio alla Diversity & Inclusion, illustrando con trasparenza la vita quotidiana in un ristorante, l’organizzazione dei turni e le attività operative. Solo dopo questa fase di allineamento la cooperativa, nello specifico il servizio di formazione all’Autonomia Artimedia di Calolziocorte e il SEL, hanno individuato un profilo adatto: Carlo. Sono seguiti alcuni incontri con lui e la tutor del SEL e, infine, un incontro in presenza con l’Operation Manager. Il percorso si è concluso con la proposta di un tirocinio, la prima concreta esperienza lavorativa di Carlo.
- Quali passi concreti avete seguito per costruire il progetto di inserimento lavorativo?
Una volta confermato l’interesse di Carlo, è stato avviato lo stesso processo di selezione previsto per tutti i candidati, sebbene con il supporto dei referenti dei servizi SFA e SEL. A marzo 2025 è stato firmato il tirocinio e si è attivata una collaborazione sinergica tra HR, Operation Director, Operation Manager, famiglia e cooperativa. La comunicazione è stata continua e trasparente, per monitorare attentamente l’andamento del percorso e il benessere del ragazzo.
Proprio grazie a questo confronto costante, la Store Manager ha colto un elemento che rischiava di incidere negativamente sull’esperienza: pur essendo molto positivo il suo inserimento nel team, gli spostamenti da casa al ristorante stavano diventando per Carlo un elemento di stress e fatica. È stato quindi naturale ricalibrare il progetto e trasferirlo in un ristorante più vicino a casa. Questo ha rafforzato il suo benessere complessivo e gli ha permesso di proseguire il percorso con maggiore serenità, fino all’assunzione con contratto di apprendistato a partire da settembre 2025.
- Che valore porta un inserimento di questo tipo all’interno di un’azienda di ristorazione?
L’ingresso di una persona con fragilità all’interno di un team porta un valore umano e organizzativo molto profondo. Non si tratta solo di diversificare la squadra, ma di imparare a osservare, ascoltare e accompagnare chi entra a farne parte. Il gruppo sviluppa un senso di responsabilità più forte, perché si abitua a prestare maggiore attenzione ai bisogni degli altri e a proporre soluzioni quando necessario. Allo stesso tempo, l’ambiente diventa più unito: il percorso di Carlo, ad esempio, ha creato connessioni autentiche tra colleghi e ha rafforzato la collaborazione quotidiana.
Anche la leadership cresce: Store Manager e Operation Manager hanno imparato a calibrare turni e organizzazione in modo da supportare al meglio Carlo, dimostrando come un management attento possa realmente fare la differenza. Infine, tutto questo rafforza la cultura aziendale perché dimostra che La Piadineria non solo dichiara l’importanza dell’inclusione, ma la mette in pratica ogni giorno, generando fiducia e senso di appartenenza in tutto il team.
- Quali consigli darebbe ad altre aziende che vorrebbero attivare un inserimento occupazionale simile?
Il primo consiglio è quello di mantenere un dialogo continuo e aperto con tutti gli attori coinvolti. Il confronto costante permette di intervenire tempestivamente in maniera sinergica in caso di bisogno, per supportare al meglio Carlo, e di creare un ambiente dove la persona si sente ascoltata e supportata. È altrettanto importante adottare un approccio flessibile: ogni inserimento ha caratteristiche e bisogni propri, quindi saper adattare orari, mansioni o organizzazione può determinare il successo del progetto.
Un altro elemento chiave è coinvolgere il team fin dall’inizio, perché il nuovo collega non entra solo in un ristorante, ma in una comunità di lavoro. Preparare lo staff, condividere informazioni e creare un clima di accoglienza è essenziale. Infine, costruire una collaborazione solida con il terzo settore fa una grande differenza: gli enti diventano partner veri e propri, capaci di accompagnare l’azienda e il candidato durante tutto il percorso, garantendo continuità e supporto.
Il percorso verso l’autonomia di Carlo dimostra come l’inserimento lavorativo di una persona con disabilità o fragilità sia il risultato di un lavoro condiviso e responsabile, in cui ogni soggetto coinvolto — famiglia, realtà profit e non profit – gioca un ruolo fondamentale.
Grazie alla disponibilità de La Piadineria a costruire un processo inclusivo, alla capacità dei servizi educativi di accompagnare ogni passaggio e all’impegno della famiglia nel sostenere il ragazzo, Carlo ha iniziato a vivere un’esperienza significativa, gratificante, un percorso di crescita professionale, fino alla firma di un contratto di apprendistato.
Storie come questa confermano che quando le aziende scelgono davvero di investire nelle persone, l’inclusione diventa possibile, sostenibile e generativa: arricchisce il lavoratore, rafforza i gruppi e contribuisce a costruire una cultura organizzativa più attenta, solidale, ma anche una società più aperta ad accettare la diversità anche nei contesti lavorativi.
Fonte dati: Inapp