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Le memorie degli anziani diventano patrimonio della comunità  

Quante storie custodiscono le strade che percorriamo ogni giorno? Quanti ricordi vivono ancora nelle parole di chi ha visto cambiare paesi, case, piazze e comunità? 

Da queste domande nasce “Se regordet?” – “ti ricordi?” in dialetto – un progetto che è stato costruito partendo dal desiderio di valorizzare la memoria personale e collettiva degli anziani, rafforzare i legami tra generazioni e promuovere il benessere sociale attraverso il racconto, l’ascolto e la riscoperta del territorio. Perché ogni racconto personale è un frammento di storia collettiva e ogni ricordo condiviso può diventare un ponte tra generazioni. 

Attraverso l’ascolto, la narrazione e la riscoperta dei luoghi del territorio, il progetto vuole dare voce ai “grandi e ai grandissimi adulti”, raccogliendo esperienze, saperi e testimonianze che rischierebbero altrimenti di andare perdute. Un patrimonio prezioso che appartiene non solo a chi lo ha vissuto, ma all’intera comunità. 

Le azioni del “Se regordet?” si inseriscono nel progetto Generazione... GOLD – Invecchiamento attivo, prevenzione e socialità nel territorio, promosso dal Consorzio Consolida finanziato da ATS Regione Lombardia. In un’epoca in cui la memoria rischia di perdersi, riteniamo fondamentale offrire uno spazio dove le voci delle persone anziane possano emergere, farsi ascoltare, lasciare un segno. Il tutto attraverso percorsi partecipativi, narrativi e culturali che mettono al centro la persona e la comunità. 

 Il progetto si rivolge alle persone over 65 in buona salute, con una rete sociale attiva, desiderose di mettersi in gioco in un ruolo partecipativo e creativo all’interno della comunità, e a persone over 80 più fragili o parzialmente non autosufficienti, che possono contribuire con racconti, memorie e vissuti, ricevendo in cambio ascolto, visita, attenzione. Questo percorso vuole promuovere la partecipazione attiva degli anziani, o “grandi adulti”, attraverso attività culturali, ricreative e sociali, al fine di favorire il benessere personale e il contrasto alla solitudine, soprattutto per i “grandissimi adulti” più fragili.  

Raccogliere e valorizzare le memorie del territorio attraverso un coinvolgimento diretto di testimoni e “reporter senior”, crea occasioni di interscambio tra generazioni, bisnonni/e, nonni/e, figli/e e nipoti, al fine di restituire alla comunità il patrimonio di esperienze e “saperi” degli anziani. Le azioni previste dal progetto sono iniziate a gennaio 2026, attraverso una prima mappatura del territorio e dei luoghi significativi, in collaborazione con le amministrazioni comunali e le associazioni locali, al fine di individuare luoghi rilevanti per la comunità (non solo storici o artistici, ma anche simbolici o legati alla memoria collettiva). Questa azione ha visto la creazione di piccole redazioni, formate da grandi adulti desiderosi di essere utili al proprio territorio e alle persone che lo abitano. 

Successivamente, da febbraio a aprile 2026, sono stati individuati i testimoni disponibili a raccontare storie personali e di comunità: dalla costruzione della chiesa al funzionamento della vecchia scuola, dai lavatoi, alle strade, ai ricordi di guerra. A giugno e luglio 2026 sono stati organizzati degli eventi in diversi territori della Valle San Martino, che vedono protagonisti i racconti, le immagini, e le persone che sono desiderose di condividere la gioia della vita trascorsa nei propri territori; per loro, il territorio non è solo uno spazio geografico, ma un tessuto di relazioni e storie. Quando i grandissimi adulti raccontano del loro paese, ne ridisegnano la mappa emotiva, trasformando i luoghi fisici in spazi di significato per loro e per la loro famiglia.  

Raccontare di come si lavavano i panni al lavatoio, degli oggetti che usavano, spesso costruiti a mano e il trascorrere lento del tempo che scandiva non solo il quotidiano – perché per costruire un gerlo ci volevano giorni (non come oggi che si compra tutto già pronto e consegnato rapidamente) –  ma anche gli eventi della vita, come il matrimonio o la nascita di un figlio. Questi momenti importanti erano scanditi dalle tradizioni familiari, e all’interno di un tessuto di relazioni fortemente ben definito anche dalla posizione geografica del proprio paese di origine. 

I Comuni coinvolti in questo progetto sono Erve, Carenno, Monte Marenzo, Vercurago, Olginate, Calolziocorte e Valgreghentino, che nei prossimi mesi saranno animati dalla costruzione di mini-percorsi narrativi nei luoghi raccontati dalle interviste fatte ai grandissimi adulti. Durante questi eventi saranno esposti dei pannelli costruiti con le foto e parti delle narrazioni raccolte dalle interviste, che resteranno nei comuni a disposizione delle amministrazioni per eventuali altre occasioni di incontro sul tema del “Se rogerdet”. 

Inoltre, questo progetto troverà un ulteriore sviluppo nella creazione di un podcast, dove saranno racchiuse tutte le interviste dei sette comuni della Valle San Martino, come se fosse un audio-libro, per raggiungere più persone possibili, anche quelle lontane che non possono tornare al loro paese di origineper mantenere vivo il ricordo e quelle narrazioni che andrebbero perse.  

 Un comune che ascolta i propri anziani è un comune che impara a conoscersi, a rispettarsi e, soprattutto, a progettare il futuro senza perdere la propria anima.