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Vent’anni di Casa L’Orizzonte

Esistono luoghi che non si limitano a offrire un servizio, ma che scelgono di diventare Casa. Per la nostra cooperativa, l’incontro con Casa L’Orizzonte nel maggio 2006 non è stato solo l’inizio di una gestione, ma l’adesione a un sogno condiviso con Anffas e il Comune di Lecco. A quel tempo celebravamo i nostri primi vent’anni di storia; oggi, al traguardo dei quaranta, guardiamo a quel percorso come a un ponte che ha contribuito a creare la nostra identità.
Accettare la sfida di gestire la residenzialità è stato un salto nel vuoto, affrontato con quel timore reverenziale che precede le grandi evoluzioni. Grazie a un sistema territoriale coeso abbiamo imparato che “abitare” non significa occupare uno spazio, ma intrecciare legami profondi con il territorio, trasformando via Legnano 6 in un porto aperto e non in un’isola protetta.
Dietro ogni progetto personalizzato esiste un lavoro educativo incessante. I nostri operatori non “assistono”, ma accompagnano. Ogni gesto quotidiano — dalla preparazione del mattino alla condivisione dei pasti — è frutto di una progettualità rigorosa che trasforma la routine in un atto di libertà. È una professionalità che “sa stare” e ascoltare, capace di osservare i silenzi, interpretare i bisogni inespressi e calibrare ogni intervento sulla misura unica di ogni residente.
La vera competenza dei nostri professionisti risiede nella capacità di trasformare l’assistenza in calore umano, senza mai perdere di vista l’obiettivo pedagogico: promuovere l’autonomia possibile, anche attraverso i gesti più piccoli. 
Casa L’Orizzonte è nata con un’ambizione rara: far convivere la stabilità dell’abitare con la flessibilità nell’accogliere bisogni e aspettative del territorio, delle famiglie e soprattutto delle persone con disabilità. In questi anni abbiamo capito che la qualità della vita non è una formula, ma un equilibrio delicato che deve includere tutti e tutte: i residenti, le loro famiglie e, con pari dignità, chi di loro si prende cura. Stiamo imparando a “curarci di chi cura”, consapevoli che il benessere di operatori e operatrici — la loro formazione continua, il supporto emotivo, lo spazio per la riflessione comune — è la linfa che rende possibile un’accoglienza calda e autentica.
Non tutto è perfetto, e non abbiamo mai cercato che lo fosse. Abbiamo attraversato fatiche e tensioni, cercando mediazioni quotidiane tra la sicurezza della routine e il “rischio” necessario della libertà e dell’autodeterminazione. In questo, i nostri operatori sono veri e propri professionisti che ogni giorno tessono la delicata trama tra le regole necessarie della convivenza e il desiderio di espressione del singolo. È un lavoro di fine sartoria sociale, dove la pazienza si sposa con la competenza tecnica per gestire i momenti critici, trasformandoli in occasioni di crescita e non di semplice contenimento.
Oggi, nel celebrare questo ventennale che si intreccia con il nostro quarantennale, ripartiamo da un concetto prezioso: la bellezza dell’imperfezione, perché l’autonomia non è un traguardo immacolato, ma una pratica quotidiana fatta di scelte, di piccoli passi e di unicità da proteggere. Il 9 maggio abbiamo festeggiato questo importante traguardo e lo hanno raccontato su Leccoonline, puoi leggerlo qui.
Casa L’Orizzonte resta per noi questo: un cantiere aperto dove l’assistenza cede il passo all’incontro e dove ogni limite diventa l’occasione per costruire, insieme a ANFFAS, Impresa Sociale Girasole e l’intera comunità lecchese, un pezzo di cittadinanza vissuta. Perché abitare una casa, in fondo, è come prendersi cura di una Quercia: accettarne i nodi e le venature irregolari perché sono ciò che la rendono calda, solida e autentica.