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Autismo e neurodivergenze, quali opportunità per un mondo più equo e a misura di tutti
Quando parliamo di Autismo ci riferiamo a un insieme di condizioni molto diverse ed eterogenee fra loro per quanto riguarda caratteristiche cliniche e di comportamento.
In riferimento alle attuali conoscenze l’autismo viene considerato una condizione del neurosviluppo divergente, con base neurobiologica, marcata determinante genetica ed interazione fra geni e ambiente. La complessità delle cause coinvolte spiega l’eterogeneità di tale condizione per cui nella classificazione clinica si utilizza il termine di “spettro”. La diagnosi fa riferimento ad un continuum dimensionale che coinvolge caratteristiche atipiche nell’interazione socio-comunicativa, modelli di comportamento e sensorialità. Queste sono le caratteristiche centrali, anche definite “core symptoms”, possono presentarsi con diverse tipologie e gradi di intensità. L’Autismo si colloca fra le neurodivergenze, in riferimento alla variabilità dei processi del neurosviluppo che divergono in modo significativo da una traiettoria “tipica” (Marino, 2024).
La diagnosi si basa sui criteri del DSM-5 e DSM-5-TR (APA 2013;2023) e richiede la comparsa di sintomi precoci, un impatto significativo sulla vita quotidiana e la definizione di livelli che implicano diverse necessità di supporto.
I dati elaborati da La Vecchia Quercia: una presenza significativa e in crescita
I dati raccolti nei servizi di Assistenza Educativa Scolastica (AES) della Cooperativa La Vecchia Quercia nell’Ambito distrettuale di Lecco per l’anno 2024–2025 mostrano con chiarezza l’incidenza di tale diagnosi, che attraversa tutti i gradi scolastici e che raggiunge indicativamente il 40% del totale degli alunni e alunne seguiti dal servizio, un supporto personalizzato che aiuta studenti e studentesse con disabilità o bisogni educativi speciali a partecipare pienamente alla vita scolastica, favorendo autonomia, inclusione e benessere.

Anche nei servizi diurni e residenziali per adulti della Cooperativa La Vecchia Quercia emerge una significativa presenza di persone con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico, a conferma di una continuità dei bisogni lungo tutto l’arco di vita.
Si tratta, quindi, di una presenza trasversale, in crescita e strutturale, che richiede risposte sempre più competenti, flessibili e coordinate. I dati dei minori con diagnosi di disturbo dello Spettro Autistico rivelano un impatto significativo sulla vita di centinaia di famiglie che abitano nel nostro territorio e che richiedono un sistema di supporto e di accompagnamento molto più articolato e integrato di quanto non fosse nel passato. È dovere di chi opera nel sistema di welfare territoriale, avere maggiore competenza, flessibilità, capacità di dialogo di rete. È richiesta anche la capacità di disegnare percorsi che accompagnino le persone e le loro famiglie lungo tutto l’arco della vita.
Il lavoro educativo e progettuale: una rete già attiva
Accanto ai dati quantitativi, le analisi danno spazio a una lettura qualitativa del lavoro quotidiano svolto nei Servizi. Ne emerge un quadro ricco e articolato, in cui sono già attive da tempo pratiche educative attente e strutturate: progettazioni educative individualizzate, utilizzo di strumenti strutturati e visivi, interventi basati su approcci cognitivo-comportamentali, evolutivi e psicoeducativi ed un’attenzione agli ambienti, ai tempi, alle autonomie e alle competenze adattive.
Accanto al lavoro diretto con le persone, è fondamentale anche il rapporto con la rete: è centrale il dialogo con le famiglie, con la scuola, la collaborazione con i servizi sanitari, le associazioni e il territorio. Queste sono risorse imprescindibili per pensare a progetti di supporto e accompagnamento davvero significativi per le persone. Dall’analisi, inoltre, emerge quanto il lavoro educativo oggi richieda competenze sempre più specifiche, continuità e condivisione tra i diversi attori coinvolti, spazi di confronto, supervisione e formazione, accompagnamento costante di genitori, fratelli, caregiver, lungo tutto il percorso di vita.
Dalla fotografia all’azione 
Il quadro appena descritto comporta un sempre maggiore impegno sul tema dell’autismo: ha preso, quindi, corpo nella cooperativa un’area tematica dedicata, composta da professionisti/e esperti, in grado di muoversi in modo flessibile nei contesti educativi, di supportare le équipe, di offrire consulenza, strumenti, strategie e di promuovere una lettura più ampia e rispettosa.
La scelta è strategica, organizzativa e culturale, lavora sull’esistente e valorizza le competenze già presenti, per costruire un pensiero condiviso che possa attraversare tutti i servizi.
L’obiettivo è fare in modo che ogni singolo Progetto di vita delle persone con cui lavoriamo possa essere accompagnato e supportato con competenza e cura. Al fine di perseguire tale intento, è necessario agire anche sulla comunità, sui contesti, sulla funzionalità ed accessibilità dei luoghi e dei servizi.
Uno sguardo rivolto al futuro
L’analisi realizzata dalla Cooperativa restituisce un quadro utile proprio in questo senso: non per definire modelli rigidi, ma per rafforzare il lavoro quotidiano, rendendo più leggibili e condivise le progettualità.
Ciò che ne è emerso rappresenta quindi una fotografia del presente, ma soprattutto un punto di partenza: un’occasione per leggere in modo consapevole la complessità dei contesti educativi e di vita, riconoscere i bisogni delle persone, delle famiglie e degli operatori, costruendo risposte sempre più adeguate, sostenibili e rispettose. Significa riconoscere che i bisogni cambiano nel tempo e che le risposte non possono essere standardizzate, ma costruite insieme nell’ascolto reciproco.