5xmille

Dal 2006 i cittadini contribuenti possono decidere di vincolare una parte dalla propria imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) – il 5 per mille – per sostenere enti non profit, università e istituti di ricerca. Destinare il 5×1000 è un gesto volontario e consapevole senza costi aggiuntivi: indicando la Cooperativa sociale La Vecchia Quercia nella tua dichiarazione dei redditi, puoi aiutarci a promuovere il benessere delle persone e dei territori in cui operiamo.

Per destinare il tuo 5X1000 alla Cooperativa sociale La Vecchia Quercia ti basta ricordare due cose: mentre compili l’apposito modulo, allegato al modello integrativo CUD, al modello Unico o 730:

1. Firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale
2. Inserisci nell’apposito riquadro il codice fiscale: 01589360138

Se non devi presentare la dichiarazione dei redditi in quanto titolare di un solo reddito da lavoro dipendente o di una pensione, puoi consegnare il modulo 5×1000 in busta chiusa presso un ufficio postale, uno sportello bancario o un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialista, ecc.).

Grazie al 5 x mille in questi anni abbiamo potuto sostenere importanti iniziative a favore del territorio, in particolare a sostegno delle persone con disabilità inserite presso le comunità alloggio gestite dalla Cooperativa (vacanze estive, progetti di sollievo familiare, ecc.).

Come utilizzeremo i contributi del 5 per mille raccolti quest’anno?

Se scegli di destinare il tuo 5 per mille alla Cooperativa sociale La Vecchia Quercia contribuirai ad aiutarci a rendere più autonoma la vita delle persone con disabilità che accedono ai nostri servizi.

Attualmente le persone disabili inserite nei nostri servizi sono oltre 200. Vogliamo sempre più immaginare queste persone come soggetti che possono entrare da protagonisti attivi nei processi di crescita della convivenza nei territori in cui operiamo, promuovendo progetti ed interventi accomunati dall’emancipazione delle persone disabili, nonché dalla promozione della loro piena cittadinanza.

Vogliamo connotare i nostri servizi non solo come luoghi abitati unicamente da persone con disabilità ed operatori che se ne occupano, ma come luoghi di vita vera, in cui affrontare concretamente e con una prospettiva realmente inclusiva il tema dell’adultità e dell’indipendenza di queste persone. Per fare questo, abbiamo bisogno del tuo aiuto: la sostenibilità economica dei servizi, se legata esclusivamente alle risorse pubbliche istituzionali (rette, accreditamento) rischia di appiattire i servizi all’interno di regole che garantiscano equità e universalità, ingabbiando però entro logiche eccessivamente rigide la loro organizzazione, a discapito della sperimentazione di opportunità inclusive reali.

Vogliamo invece promuovere progettazioni inclusive, che valorizzino la relazione con quanto accade nei territori ed aprano spazi inclusivi inediti e spesso impensabili dall’interno dei servizi più tradizionali.

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